La Loge d'Apollon

Sul panciotto

di Giovanni Messina 21 febbraio 2014Commenti

Sgombriamo il campo dai dubbî. Siamo per l’ordine, la compostezza, la sobrietà. Qualora dovesse appalesarsi invece la smania di stupire, di creare nuove armonie tessil-cromatiche vogliam poter cedervi senza che ciò modifichi il nostro nume tutelare: il buon gusto.

Pensate ad un abito da uomo, di quelli che vanno per la maggiore. Due bottoni, giacca stretta stretta e corta corta, proposti, tipicamente, da un commesso ammiccante che gela il cuore e lo spirito con il suoi “Così è più giovanile” o, peggio, “così sdrammatizzi!”.

Ebbene, sdrammatizzare un corno! Ecco quale sarebbe la risposta da dare. Non c’è niente da sdrammatizzare per il solo fatto che elevare una mise a dramma è parte di ciò che rende questo mondo disperante.

Torniamo al nostro sciancratissimo abito. Torniamoci per aborrirlo. Ci è capitata sottomano una fotografia degli anni 40, un avo immortalato in momento di quotidianità. Compostissimo doppiopetto antracite, camicia bianca, cravatta e paltò.

Compostezza significa misura, significa spazî che si coprono di tessuto, significa giocare sui dettaglî senza sembrare goffi, striminziti e pacchiani.

Il doppiopetto è la nostra elezione, ma sono gusti.

Esistono validissime alternative che lasciano liberi di fantasticare fra compostezza e cura del dettaglio. Si pensi ai fortunatamente sempre in voga – specie Oltremanica- abiti tre pezzi. Chi può negare il valore del loro elemento centrale, panciotto o gilet che chiamar si voglia?

 Continuità e discontinuità avvolgono allo stesso istante chi indossa siffatti completi. Si esalta il valore dei tessuti gessati o in Principe di Galles. Si giuoca amabilmente colla simmetria complessiva data dai bottoni centrali o colle splendide verticalità nuove create dalle file parallele dei bottoni dei panciotti doppiopetto.

Non parliamo poi delle catene d’oro da orologio da taschino che possono attraversare in orizzontale il nostro gilet, delle bretelle, ben custodite al disotto,  o delle cravatte che sbuffano leggermente fra il nodo ed il primo bottone. Tutto è cura, tutto è dettaglio. Il resto deve farlo l’interprete.

Il panciotto, presente non a caso in tutti gli abiti da cerimonia – e quindi in tutta la moda maschile del mai troppo rimpianto Ottocento- , risulta infine , come si sosteneva in premessa, elemento creativo a disposizione del guardaroba maschile per costruire armonie nuove fra camicie, giacche e pantaloni.

Oltretutto, e concludiamo, tiene anche al caldo!

Credits:

British Stile
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